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    <title>Consulenza e Software per D.Lgs. 231/01</title>
    <description>Software 231 per adempiere al D.Lgs. 231/01, semplice e alla portata di tutti! Un software completo a tua disposizione per aiutarti a metterti in regola con la procedura, attraverso una piattaforma web accessibile a tutti ed il supporto dei nostri consulenti.</description>
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      <title>Consulenza e Software per D.Lgs. 231/01</title>
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      <description>Software 231 per adempiere al D.Lgs. 231/01, semplice e alla portata di tutti! Un software completo a tua disposizione per aiutarti a metterti in regola con la procedura, attraverso una piattaforma web accessibile a tutti ed il supporto dei nostri consulenti.</description>
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    <pubDate>Tue, 05 Apr 2016 10:21:59 +0200</pubDate>
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    <copyright>Software 231 per adempiere al D.Lgs. 231/01</copyright>
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      <title>Rapporto tra ente e reati colposi</title>
      <description><![CDATA[Rapporto tra il volontario beneficio perseguito dall’ente e l’evento colposo che ne deriva.Leggi il seguito.]]></description>
      <pubDate>Tue, 05 Apr 2016 10:21:59 +0200</pubDate>
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      <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.dlgs231.eu/upload/webpublic/rapporto_tra_enti_e_reati_colposi.jpg" alt="" width="600" height="360" /></p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: justify;">Per quanto concerne <strong>l&rsquo;articolo 5 del Decreto Legislativo n.231 del 2001</strong> in tema di <strong>responsabilit&agrave; penale degli enti</strong>, la legislazione italiana ha deciso di ampliare tale legge per contrastare le pratiche illegali da parte delle societ&agrave; presenti nel nostro Paese.</p><p style="text-align: justify;">La norma, la quale prevede la sua applicazione agli enti forniti di personalit&agrave; giuridica e alle societ&agrave; e associazioni anche prive di essa, afferma come l&rsquo;attribuzione dell&rsquo;illecito alla persona giuridica avvenga solo se questo &egrave; stato commesso nell&rsquo;interesse dell&rsquo;ente in questione.</p><p style="text-align: justify;">In questo articolo verr&agrave; trattata la connessione che intercorre tra il volontario beneficio perseguito dall&rsquo;ente e l&rsquo;evento colposo che ne deriva.</p><p style="text-align: justify;">Il presupposto fondamentale per l&rsquo;attribuzione del reato penale all&rsquo;ente consiste nell&rsquo;esistenza di un rapporto organico con la persona fisica autrice del reato e prevede che questo venga commesso con lo scopo di procurare un <strong>vantaggio illecito a favore dell&rsquo;ente</strong> stesso. Di conseguenza, se l&rsquo;autore del reato ha agito per interesse personale o da parte di terzi, l&rsquo;ente non verr&agrave; punito, ne attraverso sanzioni pecuniarie ne interdittive.</p><p style="text-align: justify;">Mentre nessuna problematicit&agrave; &egrave; stata finora riscontrata riguardo al legame fra i concetti di interesse e vantaggio e i <strong>reati di natura dolosa</strong>, non si pu&ograve; invece affermare la stessa cosa per quanto concerne i <strong>reati colposi</strong>.</p><p style="text-align: justify;">Dopo aver considerato numerose teorie a riguardo, si &egrave; giunti all&rsquo;avvalorare la tesi che ha ricevuto il maggior numero di consensi da parte delle istituzioni giuridiche, ovvero il riconoscimento che il vantaggio tratto dall&rsquo;ente debba essere di <strong>carattere esclusivamente oggettivo</strong>, attraverso la valutazione della condotta.</p><p style="text-align: justify;">In particolare, per quanto riguarda la violazione delle norme antinfortunistiche, l&rsquo;articolo 25 septies del Decreto Legislativo n.231 del 2001 impone al giudice del caso di focalizzarsi sul vantaggio di cui ha usufruito l&rsquo;ente e quindi dalla <strong>violazione della disciplina antinfortunistica</strong> che ha causato l&rsquo;evento, non considerando invece episodi di lesione o morte.</p><p style="text-align: justify;">E&rsquo; stato pertanto riconosciuto che i delitti colposi debbano necessariamente rappresentarsi in modo concreto ed accertarsi attraverso un preciso riscontro reale ed oggettivo. A dimostrazione di ci&ograve;, utilizzando un sistema efficace di procedure antinfortunistiche, la singola ed episodica violazione non consente di identificare un vantaggio concreto ed oggettivo da parte dell&rsquo;ente e di conseguenza il reato non sussiste.</p><p style="text-align: justify;">Quindi, da quanto illustrato finora, l&rsquo;unica differenza per quanto riguarda la responsabilit&agrave; penale delle persone giuridiche per i reati dolosi e quelli colposi consiste esclusivamente nell&rsquo;oggetto di valutazione rappresentato non dall&rsquo;evento, bens&igrave; dalla condotta che, in questo caso, &egrave; rappresentata dalla <strong>volontaria violazione delle norme antinfortunistiche</strong>.</p><p style="text-align: justify;">Di conseguenza, la <strong>responsabilit&agrave; penale dell&rsquo;ente</strong> potrebbe essere esclusa per tutti quegli infortuni provocati da errori o distrazioni, proprio per il fatto che &egrave; necessario accertare concretamente la coscienza e la volont&agrave; della vantaggiosa mancanza in materia antiinfortunistica.</p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: justify;"><strong>AUTORE</strong>: questo articolo &egrave; stato redatto da <strong>Cecilia Mosca</strong> e tratto dal sito <a title="Studio Cataldi" href="http://www.filodiritto.com/articoli/2016/02/brevi-considerazioni-sullinteresse-e-il-vantaggio-dellente-in-materia-di-delitti-colposi.html" target="_blank">http://www.filodiritto.com/articoli/2016/02/brevi-considerazioni-sullinteresse-e-il-vantaggio-dellente-in-materia-di-delitti-colposi.html</a> per conto di <a title="Softplace.it" href="http://www.softplace.it/">Softplace S.r.l.</a>, l'azienda che si occupa dello sviluppo e della commercializzazione del <strong><a title="Software 231" href="http://www.dlgs231.eu/it/web/il-nostro-kit-software-per-la-231-24/">Software 231</a></strong> ovvero una piattaforma progettata per ottemperare al D.Lgs. 231/2001 in modo semplice ed accessibile via web.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il D.Lgs. 231/2001 e il Whistleblowing</title>
      <description><![CDATA[Quasi pronto il testo definitivo della proposta di legge sul Whistleblowing. Obiettivo: garantire maggiori tutele nei confronti di chi segnala reati.]]></description>
      <pubDate>Mon, 07 Mar 2016 17:01:55 +0100</pubDate>
      <link>http://www.dlgs231.eu/it/web/il-dlgs-2312001-e-il-whistleblowing-38/sez/news-dal-blog</link>
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      <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.dlgs231.eu/upload/webpublic/whistleblowing-dl231-01.jpg" alt="Whistleblowing e il D.Lgs. 231" width="654" height="344" /></p><p style="text-align: justify;">Dopo il s&igrave; della Camera, la palla passa al Senato: &egrave; qui che verr&agrave; stilato il testo definitivo relativo alla <strong>proposta di legge sul Whistleblowing</strong>. L'obiettivo &egrave; quello di garantire maggiori tutele nei confronti di coloro che segnalano reati, rischi e altre irregolarit&agrave; nell'interesse pubblico, sia nel campo della pubblica amministrazione sia nel settore privato.</p><p style="text-align: justify;">Anzitutto, &egrave; il caso di fare chiarezza sul concetto di Whistleblowing. Questo termine, da anni entrato a far parte del lessico giuridico, per lo pi&ugrave; dei paesi anglosassoni, significa, letteralmente, "soffiare il fischietto". Tale metafora rimanda al ruolo di un'autorit&agrave; che vigila sul rispetto della disciplina, a cui spetta il compito di richiamare l'attenzione qualora riscontrasse attivit&agrave; non consentite. Il whistleblower &egrave; quindi colui che <strong>denuncia eventuali illeciti</strong> commessi all'interno di un ente, portandoli all'attenzione delle autorit&agrave; competenti o anche dell'organizzazione stessa, qualora vi fossero organismi predisposti alla raccolta di tali segnalazioni.</p><p style="text-align: justify;">Ad oggi, in Italia non vi &egrave; ancora una precisa normativa dedicata al tema delle segnalazioni interne per tutte le imprese e gli enti privati. Per sopperire a questa mancanza, la proposta di legge in esame si propone di <strong>integrare tre nuovi comma all'art. 6 del D.Lgs. 231/2001</strong>. Tale decreto prevede l'istituzione di un <strong>Organismo di Vigilanza</strong> interno, che abbia poteri autonomi di iniziativa e controllo, al fine di garantire l'osservanza dei modelli aziendali, curare il loro aggiornamento e informare tutti i soggetti coinvolti (vale a dire, esponenti dell'ente, soggetti esterni che vi collaborano e gli stessi membri dell'Organismo di Vigilanza).</p><p style="text-align: justify;">La nuova proposta di legge intende perfezionare il D.Lgs. 231/2001, definendo tre concetti principali:</p><ul><li>La tutela dell'identit&agrave; del segnalante, che ha diritto a mantenere l'anonimato. A tale scopo, &egrave; prevista l'introduzione di canali di segnalazione alternativi, di cui almeno uno per via informatica;</li><li>La tutela del segnalante da qualsiasi atto discriminatorio, ritorsivo o sanzionatorio. Sussiste, al contempo, il divieto di riconoscere premi per eventuali segnalazioni;</li><li>La necessit&agrave; che il segnalante agisca in buona fede.</li></ul><p><span style="text-align: justify;">Se il dipendente che segnala condotte illecite dovesse subire misure discriminatorie, l'Autorit&agrave; nazionale anticorruzione pu&ograve; sanzionare l'ente con una multa che va dai 5.000 ai 30.000 euro. Ovviamente, come gi&agrave; visto, la disciplina si applica soltanto nei casi in cui la segnalazione sia genuina e circostanziata. La pena per chi rilascia segnalazioni infondate pu&ograve; infatti arrivare fino al licenziamento in tronco.</span></p><p style="text-align: justify;">Per ulteriori approfondimenti rimandiamo alla fonte originale della notizia: <a href="http://www.dirittobancario.it/approfondimenti/controlli-interni/whistleblowing-e-dlgs-23101/" target="_blank">www.dirittobancario.it</a>.</p><p style="text-align: justify;"><strong>AUTORE</strong>: questo articolo &egrave; stato redatto da <strong>Barbara Celli</strong> e tratto dal sito <a title="Diritto Bancario" href="http://www.dirittobancario.it/" target="_blank">www.dirittobancario.it</a> per conto di <a title="Softplace S.r.l." href="http://www.softplace.it/">Softplace S.r.l.</a>, l'azienda che sviluppa e commercializza il <strong><a title="Software 231" href="http://www.dlgs231.eu/it/web/il-nostro-kit-software-per-la-231-24/">Software 231</a></strong>, la pi&ugrave; completa piattaforma software progettata per ottemperare al D.Lgs. 231/2001 in modo semplice ed accessibile.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Legge 69. Un passo in avanti?</title>
      <description><![CDATA[Disposizioni in materia di delitti contro la Pubblica Amministrazione: grande clamore ma non mancano i grandi interrogativi. Scopri il resto.]]></description>
      <pubDate>Mon, 17 Aug 2015 10:52:11 +0200</pubDate>
      <link>http://www.dlgs231.eu/it/web/legge-69-un-passo-in-avanti-37/sez/news-dal-blog</link>
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      <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.dlgs231.eu/upload/webpublic/moneymoney.jpg" alt="Legge 69 - un passo in avanti?" width="662" height="356" /></p><p style="text-align: justify;">Ormai &egrave; noto a tutti che in data 27 maggio 2015 &egrave; stata varata la legge n&deg; 69 avente oggetto &ldquo;<strong>Disposizioni in materia di delitti contro la Pubblica Amministrazione&rdquo;</strong> (complementare al D.Lgs. 231), di associazione di tipo mafioso o di falso in bilancio&rdquo;. Poich&eacute; si tratta di un provvedimento legislativo che ha causato grande clamore ma soprattutto grandi domande a sfondo giuridico, riportiamo parte dell&rsquo;intervista con la signora <strong>Franzina Bilardo</strong> e il signor <strong>Moreno Prosperi</strong>, specialisti in materia di leggi anticorruzione.</p><blockquote><p>Alla prima domanda riguardante i passi avanti rispetto al passato l&rsquo;esperta ha risposto:</p><p style="text-align: justify;">Sono, ovviamente, felice per tutto ci&ograve; che possa &ldquo;portare acqua al mulino&rdquo; della legalit&agrave; e della strategia anticorruzione, ma non posso non segnalare come purtroppo, ancora una volta, la <strong>poca chiarezza dei mezzi d&rsquo;informazione di massa</strong>, e soprattutto dei nostri politici, abbia portato a una disinformazione generale. Infatti la riforma sulle leggi anticorruzione &egrave; iniziata nel lontano 2012. La <em>Legge Anticorruzione</em> per antonomasia &egrave; la n. 190 del 6 novembre 2012. E&rsquo; appunto questa la legge fondamentale che ha iniziato un&rsquo;importante opera di ristrutturazione dell&rsquo;intero sistema delle amministrazioni pubbliche e <strong>delle societ&agrave; relazionate alla pubblica amministrazione</strong>. Questa ristrutturazione &egrave;, tuttora, in corso di realizzazione essendo stato intrapreso un percorso di politica criminale basato su pi&ugrave; livelli, tutti razionalmente convergenti verso l&rsquo;obiettivo unitario di una ri-moralizzazione pubblica attraverso una filosofia di prevenzione speciale di tutti i <strong><em>Delitti contro la Pubblica Amministrazione</em></strong>. I livelli attraverso i quali si &egrave; mossa la Legge 190 hanno seguito due percorsi fondamentali: <em>Il primo percorso &egrave; stato l&rsquo;avvio di una studiata opera di <strong>razionalizzazione e riorganizzazione amministrativa</strong></em> attraverso la quale &egrave; stato imposto a tutte le pubbliche amministrazione, agli enti pubblici e alle societ&agrave; partecipate, di implementare i &ldquo;piani della prevenzione della corruzione. <em>Il secondo percorso &egrave; stato rappresentato dall&rsquo;emanazione <strong>di un ampio ventaglio di deleghe legislative</strong>,</em> volte a promulgare atti normativi a carattere strumentale rispetto alla succitata politica di prevenzione speciale. Ma non basta. Questo complesso coacervo di norme, principi e modalit&agrave; &ldquo;anti &ndash; white collar crime&rdquo;, &egrave; stato ulteriormente affinato e modificato: ad esempio, attraverso il <strong>D.L. 90/2014</strong> che <strong>ha soppresso l&rsquo;Autorit&agrave; di Vigilanza Contratti e Appalti</strong>, ha estromesso il Dipartimento della Funzione Pubblica dal settore anticorruzione ed ha affidato l&rsquo;intera materia all&rsquo;Autorit&agrave; Nazionale Anticorruzione.</p></blockquote><p style="text-align: justify;">Per riassumere, sempre a detta dell&rsquo;esperta, questa legge &egrave; un altro importante passo avanti nella lotta alla corruzione. Nonostante ci&ograve; vi sono ancora delle sezioni di questa legge che meriterebbero ancora di essere migliorati (per fare un esempio la sezione che riguarda i <a href="http://www.dlgs231.eu/it/web/cose-il-dlgs231-11/">reati ambientali</a>), in un futuro non troppo lontano. Per leggere l&rsquo;intervista in versione integrale rimandiamo al sito: <a href="http://www.leggioggi.it/2015/06/15/legge-anticorruzione-falso-in-bilancio-cerchio-si-stringe/" target="_blank">leggioggi.it</a>.</p><p style="text-align: justify;"><strong>AUTORE</strong>: questo articolo &egrave; stato redatto da <strong>Marco Santimaria</strong> e tratto dal sito <a title="Leggioggi" href="http://www.leggioggi.it/2015/06/15/legge-anticorruzione-falso-in-bilancio-cerchio-si-stringe/" target="_blank">LeggiOggi</a> per conto di <a title="Softplace.it" href="http://www.softplace.it/">Softplace S.r.l.</a>, l'azienda che si occupa dello sviluppo e della commercializzazione del <strong><a title="Software 231" href="http://www.dlgs231.eu/it/web/il-nostro-kit-software-per-la-231-24/">Software 231</a></strong> ovvero una piattaforma progettata per ottemperare al D.Lgs. 231/2001 in modo semplice ed accessibile via web.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Reato di Autoriciclaggio e Voluntary Disclosure previsti dal D.Lgs 231</title>
      <description><![CDATA[La Voluntary Disclosure consente agli italiani che detengono patrimoni all'estero di sanare la loro posizione verso lo Stato italiano. Leggi il seguito.]]></description>
      <pubDate>Wed, 22 Apr 2015 11:53:39 +0200</pubDate>
      <link>http://www.dlgs231.eu/it/web/reato-di-autoriciclaggio-e-voluntary-disclosure-previsti-dal-dlgs-231-35/sez/news-dal-blog</link>
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      <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.dlgs231.eu/upload/webpublic/reato-autoriciclaggio-voluntary-disclosure.jpg" alt="Reato di Autoriciclaggio e Voluntary Disclosure previsti dal D.Lgs 231 " width="719" height="413" /></p><p>Come gi&agrave; approfondito nei precedenti articoli, con il <strong>D.Lgs 231</strong> (articolo 648-ter N.1) &egrave; stato introdotto il <strong>reato di autoriciclaggio</strong>, il quale &egrave; strettamente correlato all&rsquo;utilizzo del sistema economico-finanziario con il mero scopo di riciclaggio del denaro proveniente da delitti non colposi che vengono compiuti nell&rsquo;interesse della societ&agrave;.</p><p>Il <strong>Decreto legislativo 231</strong> prevede, inoltre, una serie di disposizioni volte <strong>all&rsquo;emersione e al rientro di capitali</strong> detenuti all&rsquo;estero e al potenziamento della <strong>lotta all&rsquo;evasione fiscale</strong>. Tali disposizioni, normativamente a regime dal 1 gennaio 2015,  hanno permesso l&rsquo;introduzione della procedura di collaborazione volontaria definita "<strong>voluntary disclosure</strong>", la quale consente agli italiani che detengono attivit&agrave; finanziarie o patrimoniali non dichiarate al Fisco e fuori dal territorio nazionale, di sanare la loro posizione nei confronti dello Stato, attraverso il pagamento integrale delle imposte evase ed in misura ridotta delle sanzioni.</p><p>I contribuenti che si avvalgono della <strong>collaborazione volontaria</strong> hanno diritto ad alcuni <strong>benefici penali</strong>, infatti, sono esclusi dalla punibilit&agrave; per i reati indicati ai sensi degli articoli 2, 3, 4, 5, 10-bis e 10-ter del d.lgs n. 74/2000 che comprendono la dichiarazione fraudolenta, infedele od omessa ed il mancato versamento di ritenute certificate e dell&rsquo;IVA.</p><p>L&rsquo;utilizzo di questa procedura sar&agrave; possibile presentando istanza all&rsquo;UCIFI entro il <strong>30 settembre 2015</strong>, al fine di consentire la regolarizzazione delle violazioni relative alla normativa sul <strong>monitoraggio fiscale</strong>, in riferimento alla detenzione di patrimoni esteri, compiute fino al <strong>30 settembre 2014</strong>. Non potr&agrave; per&ograve; essere fruita da un individuo su cui &egrave; pendente un procedimento penale o se &egrave; sottoposto ad un&rsquo;azione di accertamento amministrativo in seguito alla violazione di norme tributarie.</p><p>&Egrave; importante ricordare che la voluntary disclosure pu&ograve; essere soggetta ad un&rsquo;ulteriore attivit&agrave; di accertamento da parte degli organi competenti e coloro che forniranno, in ambito procedurale, atti o documenti falsi, ovvero comunicheranno dati non rispondenti al vero, verranno puniti con la <strong>reclusione</strong> che pu&ograve; variare <strong>da 1 anno e sei mesi a 6 anni</strong>.</p><p><strong>AUTORE</strong>: questo articolo &egrave; stato redatto da <strong>Cecilia Mosca</strong> e tratto dal sito <a title="Studio Cataldi" href="http://www.studiocataldi.it/articoli/18043-autoriciclaggio-nel-codice-penale-professionisti-e-voluntary-disclosure.asp" target="_blank">www.studiocataldi.it</a> per conto di <a title="Softplace.it" href="http://www.softplace.it/">Softplace S.r.l.</a>, l'azienda che si occupa dello sviluppo e della commercializzazione del <strong><a title="Software 231" href="http://www.dlgs231.eu/it/web/il-nostro-kit-software-per-la-231-24/">Software 231</a></strong> ovvero una piattaforma progettata per ottemperare al D.Lgs. 231/2001 in modo semplice ed accessibile via web.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Adeguamento del Modello Organizzativo 231 al Reato di Autoriciclaggio</title>
      <description><![CDATA[L'introduzione del nuovo reato di autoriciclaggio all'interno della legge 231 prevede una serie di disposizioni volte al potenziamento della lotta all'evasione fiscale. Leggi il seguito.]]></description>
      <pubDate>Wed, 22 Apr 2015 11:53:51 +0200</pubDate>
      <link>http://www.dlgs231.eu/it/web/adeguamento-del-modello-organizzativo-231-al-reato-di-autoriciclaggio-34/sez/news-dal-blog</link>
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      <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.dlgs231.eu/upload/webpublic/dl231-autoriciclaggio.jpg" alt="Adeguamento del Modello Organizzativo 231 al Reato di Autoriciclaggio" width="662" height="356" /></p><p>Dal 1&deg; gennaio 2015 &egrave; stato introdotto nel nostro ordinamento il <strong>nuovo reato di autoriciclaggio</strong> all&rsquo;interno della legge 231 (art. 648-ter.1), il quale prevede una serie di disposizioni volte al potenziamento della <strong>lotta all&rsquo;evasione fiscale</strong> ed &egrave; significativamente legato ai reati tributari compiuti nell&rsquo;interesse della Societ&agrave;. Ne deriva la possibilit&agrave; di sanzionare gli enti i cui dipendenti, in seguito al compimento di reati di natura fiscale, impieghino o trasferiscano, in attivit&agrave; finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro o i beni provenienti dalla commissione della precedente infrazione, in modo da ostacolare l&rsquo;identificazione della provenienza delittuosa.</p><p>L&rsquo;inserimento del nuovo reato esige che le Societ&agrave; e gli Enti che utilizzano i <strong>Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo</strong> in conformit&agrave; con il <a title="Cos'&egrave; il D.Lgs 231" href="http://www.dlgs231.eu/it/web/cose-il-dlgs231-11/"><strong>D.Lgs. 231/2001</strong></a>, procedano con l&rsquo;adeguamento al fine di evitare possibili sanzioni, nonostante sia importante ricordare che l&rsquo;adozione di tali modelli, anche a proposito del reato di autoriciclaggio, rimane una scelta facoltativa da parte delle aziende. Tale decisione deve essere ben ponderata in quanto la Societ&agrave; e i colpevoli di reato che impiegano in attivit&agrave; economiche il denaro e i beni provenienti da tali condotte illecite, possono incorrere nella <strong>reclusione da 2 a 8 anni</strong> e in sanzioni pecuniarieche che vanno dai <strong>5.000 euro fino ai 25.000 euro</strong>. In caso di condanna di delitti non colposi, invece, la pena prevista consiste in una multa che varia da <strong>un minimo di 2.500 euro fino ad un massimo di 12.500 euro</strong> e nella <strong>reclusione da 1 a 4 anni.</strong></p><p>Inoltre, per tutti gli enti che in passato hanno compiuto reati fiscali e utilizzano i proventi derivanti da tali condotte nel periodo successivo alla data del <strong>1&deg; gennaio 2015</strong>, &egrave; necessario verificare se le misure adottate con il modello organizzativo esistente siano idonee a proteggere la Societ&agrave; dal rischio di commissione del <strong>reato di autoriciclaggio</strong> o se sia opportuno apportare delle modifiche appropriate.</p><p>In tal caso, sar&agrave; altrettanto fondamentale cautelarsi, individuando le aree e i soggetti aziendali pi&ugrave; a rischio di compimento del reato di autoriciclaggio, al fine di stabilire <strong>nuovi profili di responsabilit&agrave;</strong> a cui fornire un&rsquo;idonea formazione comprendente anche le comunicazioni obbligatorie previste dai <strong>Modelli Organizzativi</strong>inerenti le attivit&agrave; considerate a rischio di reato.</p><p>In conclusione, viene suggerita la stesura di nuovi protocolli operativi o la modifica di procedure gi&agrave; esistenti con lo scopo di <strong>ottimizzare la trasparenza delle operazioni finanziarie</strong> e viene incoraggiata la <strong>tracciabilit&agrave; dei flussi monetari</strong> in ogni azienda soggetta ai <strong>modelli organizzativi ex D.lgs. 231/01</strong> per consentire una pi&ugrave; efficace identificazione dei responsabili aziendali ed un maggior controllo di eventuali comportamenti anomali.</p><p><strong>AUTORE</strong>: questo articolo &egrave; stato redatto da <strong>Cecilia Mosca</strong> e tratto dal sito <a title="Fisco e Tasse" href="http://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/12169-i-modelli-organizzativi-231-01-alla-prova-dell-autoriclaggio.html" target="_blank">www.fiscoetasse.com</a> per conto di <a title="Softplace.it" href="http://www.softplace.it/">Softplace S.r.l.</a>, l'azienda che sviluppa e commercializza il <a title="Software 231" href="http://www.dlgs231.eu/it/web/il-nostro-kit-software-per-la-231-24/"><strong>Software 231</strong></a>: una piattaforma progettata per ottemperare al D.Lgs. 231/2001 in modo semplice ed accessibile via web.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Le regole di condotta e l'applicazione del Compliance Program</title>
      <description><![CDATA[Con il D.Lgs.231 è stato introdotto un regime di responsabilità amministrativa a carico di persone giuridiche, società ed enti, per i reati previsti e commessi dai Dipendenti e Dirigenti.]]></description>
      <pubDate>Tue, 17 Mar 2015 16:52:47 +0100</pubDate>
      <link>http://www.dlgs231.eu/it/web/le-regole-di-condotta-e-lapplicazione-del-compliance-program-33/sez/news-dal-blog</link>
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      <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.dlgs231.eu/upload/webpublic/regole-condotta.jpg" alt="Le regole di condotta e l'applicazione del Compliance Program" width="965" height="450" /></p><p>Con il <strong>D. Lgs. 231/2001</strong> &egrave; stato introdotto nel nostro ordinamento un <strong>regime di responsabilit&agrave; amministrativa</strong> a carico di persone giuridiche, societ&agrave; ed enti, per i reati previsti e commessi dai Dipendenti e Dirigenti nell'interesse o a vantaggio delle Societ&agrave; stesse. Tale adeguamento della normativa nazionale alle Convenzioni internazionali non &egrave; sprovvisto di ripercussioni negative per le aziende italiane, soprattutto per le piccole imprese, considerate le gravi conseguenze penali alle quali potrebbero andare incontro.</p><p>Si rende quindi indispensabile dotarsi di modelli, procedure e misure idonee che prendono il nome di <strong>Modello Organizzativo di Gestione e Controllo</strong>, al fine di scongiurare il rischio di tali responsabilit&agrave; amministrative. L&rsquo;utilizzo di tale Modello Organizzativo deve essere implementato costituendo un Organismo di Vigilanza e integrandolo con i <strong>Compliance Programs</strong>, ossia documenti scritti che contengono regole di condotta specifiche per chi agisce all&rsquo;interno dell&rsquo;Ente. La stesura di tali codici comportamentali deve avvenire in seguito alle fasi di <strong><em>risk assessment</em></strong> e di <strong><em>gap analysis</em></strong>, portando alla definizione di vere e proprie procedure di dettaglio che devono essere parte integrante del sistema documentale 231, al fine di regolare i processi decisionali ed operativi tra apicali e sub-alterni e favorendo una maggiore diffusione e incidenza del Modello sull&rsquo;organizzazione e sulle scelte gestionali dell&rsquo;Ente.</p><p>Considerando nello specifico gli articoli trattati nel decreto 231, <strong>l&rsquo;articolo 5</strong> assegna una responsabilit&agrave; diretta dell&rsquo;Ente in caso di reati commessi con il fine di ricavarne interessi o vantaggi procurati da persone che rivestono funzioni di amministrazione, di direzione e di controllo dell&rsquo;ente stesso e che tali comportamenti siano dovuti ad una mancata attuazione del Modello e dall&rsquo;inosservanza degli obblighi di Vigilanza <strong>(art.7)</strong>.</p><p><strong>L&rsquo;articolo 6</strong> del d.lgs.231/01 tratta le tematiche relative al Modello Organizzato di Gestione e Controllo, mentre l&rsquo;art.7 si concentra sulle misure idonee da adottare per ottenere lo svolgimento in regola delle attivit&agrave; senza quindi incorrere in un potenziale reato.</p><p>Pertanto, gli articoli sopracitati indicano come l&rsquo;utilizzo di un processo di <strong>Compliance Programs</strong> sia fondamentale e debba essere integrato nell&rsquo;organizzazione e nell&rsquo;assetto delle aziende per prevenire il rischio 231.</p><p>Le tematiche trattate nell&rsquo;articolo sono state affrontate durante il Convegno tenutosi a&nbsp;<strong>Milano</strong> il giorno <strong>13 marzo 2015</strong> (per ulteriori informazioni visita la pagina (<a href="http://www.gruppopls.com/it/convegni/5/la_gestione_dei_lavoratori_231_convegno.htm" target="_blank">http://www.gruppopls.com/it/convegni/5/la_gestione_dei_lavoratori_231_convegno.htm</a>)</p><p><strong>AUTORE</strong>: questo articolo &egrave; stato redatto da <strong>Cecilia Mosca</strong> e tratto dal sito <a href="http://www.toplegal.it/news/2015/02/16/15081/le-regole-di-condotta-e-lapplicazione-del-compliance-program" target="_blank">www.toplegal.it</a>, per conto di <a title="Softplace.it" href="http://www.softplace.it/">Softplace S.r.l.</a>, l'azienda che sviluppa e commercializza il <strong><a title="Software 231" href="http://www.dlgs231.eu/it/web/il-nostro-kit-software-per-la-231-24/">Software 231</a></strong>: una piattaforma progettata per ottemperare al D.Lgs. 231/2001 in modo chiaro ed accessibile a tutti.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Sviluppare un Sistema di Compliance al Decreto Legislativo 231/01</title>
      <description><![CDATA[Sviluppare un sistema di compliance al Decreto Legislativo 231/01 è di estrema importanza per le aziende che utilizzano software gestionali. Leggi il seguito.]]></description>
      <pubDate>Wed, 27 Aug 2014 11:06:13 +0200</pubDate>
      <link>http://www.dlgs231.eu/it/web/sviluppare-un-sistema-di-compliance-al-decreto-legislativo-23101-32/sez/news-dal-blog</link>
      <guid>http://www.dlgs231.eu/it/web/sviluppare-un-sistema-di-compliance-al-decreto-legislativo-23101-32/sez/news-dal-blog</guid>
      <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.dlgs231.eu/upload/webpublic/compliance-decreto-legislativo-231.jpg" border="0" alt="Compliance Decreto Legislativo 231/01" width="752" height="425" /></p><p>Fonte: <a title="Affari Italiani" href="http://www.affaritaliani.it/doublevi/come-sviluppare-un-sistema-di-compliance-al-decreto-legislativo-231-01.html" target="_blank">Affari Italiani</a></p><p>La notizia, recentemente riportata sui maggiori quotidiani economici nazionali, &egrave; di estrema importanza per tutte le aziende che utilizzano <strong>sistemi gestionali</strong>. Infatti, stante il decreto legislativo 231/01 il Sistema di Compliance, al fine di evitare inutili duplicazioni di funzione che ne diminuirebbero significativamente l&rsquo;efficacia, ha il dovere di <strong>integrarsi con gli altri sistemi gestionali</strong> della societ&agrave;.</p><p>Assodato che i vostri sistemi gestionali siano compresi dalla norma ISO 9001 (come per esempio la descrizione dei processi aziendali secondo procedure strutturate), nonch&eacute; tutti i sistemi organizzativi e di management (a titolo esemplificativo: la definizione di poteri e limiti di autorit&agrave;, la disponibilit&agrave; di strutture organizzative e mansionari, un sistema di gestione della Sicurezza sul Lavoro e ambientale), il vostro <strong>Sistema di Compliance</strong> al decreto legislativo 231/01 deve essere considerato come <strong>l&rsquo;insieme del Modello Organizzativo</strong> e di tutti i Sistemi Gestionali.</p><p>In questa maniera, le prescrizioni del D.Lgs 231/01 saranno nei fatti soddisfatte durante lo stesso normale svolgimento della vostra vita aziendale.</p><p>&Egrave; inoltre possibile, almeno in fase iniziale, <strong>seguire il Modello Organizzativo 231 a step intermedi</strong>, che inizi con un modello organizzativo ed un successivo piano di miglioramento (approvato dall&rsquo;organismo dirigente della Societ&agrave;) che indichi in maniera chiara un impegno verso l&rsquo;utilizzo di un sistema completo.</p><p>Al fine di poter agire in tal senso, sar&agrave; possibile sostituire a procedure dettagliate delle <strong>regole di comportamento prescrittive</strong> in vari <strong>ambiti sensibili dell&rsquo;azienda</strong>, che dovrete tuttavia comunicare in maniera chiara ed esaustiva a tutti gli enti aziendali per la loro completa attuazione.</p><p>Partendo da un'analisi di quanto in essere, lo <strong>sviluppo del vostro Sistema di Compliance</strong> procede, tramite contatti e verifiche con i vari referenti aziendali, a evidenziare le varie aree sensibili dell&rsquo;azienda, ovvero a potenziale rischio di reati. In sintesi, il Sistema di Compliance indicher&agrave; qual &egrave; il vostro <strong>rischio aziendale</strong> in relazione alle disposizioni contenute nel Decreto Legge 231. Successivo a tale analisi &egrave; la puntuale <strong>verifica della documentazione</strong> e delle vostre <strong>procedure aziendali</strong>, al fine di controllare se quelle gi&agrave; in essere sono sufficienti allo scopo, e quindi la redazione del nuovo modello organizzativo completo delle prescrizioni sostanziali e formali che lo renderanno <strong>efficace all&rsquo;ottemperanza</strong> del decreto legislativo 231/01.</p><p>E&rsquo; dunque di basilare importanza che vi dotiate del <strong>know how</strong> necessario per far fronte a questo obbligo di legge. A questo riguardo l&rsquo;azienda Softplace S.r.l &egrave; partner privilegiato per questo processo aziendale, grazie al suo <a title="Software 231" href="http://www.dlgs231.eu/it/web/il-nostro-kit-software-per-la-231-24/">Software Kit 231</a>, dedicato espressamente a questa (e altre) attivit&agrave;. Il software <strong>Premium KIT 231</strong> &egrave; in uso a centinaia di aziende che hanno potuto, grazie all&rsquo;efficacia di questa applicazione, poter ottemperare rapidamente e con piena soddisfazione al modello organizzativo 231.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Aggiornamento del Modello di Organizzazione ex D. Lgs 231/01</title>
      <description><![CDATA[Mettere a punto e applicare un Modello Organizzativo 231 realmente efficace, presuppone l'adozione di un modello di organizzazione 231 aggiornato, sulla base dell'attività svolta e dei relativi rischi, e altresì sottoposto a costanti verifiche.]]></description>
      <pubDate>Wed, 27 Aug 2014 11:06:13 +0200</pubDate>
      <link>http://www.dlgs231.eu/it/web/aggiornamento-del-modello-di-organizzazione-ex-d-lgs-23101-31/sez/news-dal-blog</link>
      <guid>http://www.dlgs231.eu/it/web/aggiornamento-del-modello-di-organizzazione-ex-d-lgs-23101-31/sez/news-dal-blog</guid>
      <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.dlgs231.eu/upload/webpublic/modello-organizzativo-231.jpg" border="0" alt="Modello Organizzativo 231" width="650" height="243" /></p><p>Con il D.Lgs. 231/01, che sancisce la <strong>responsabilit&agrave; amministrativa degli Enti</strong> (fra cui persone giuridiche, societ&agrave; e associazioni) a fronte di reati commessi per vantaggio personale, responsabilit&agrave; che si somma a quella penale attribuita alla persona fisica che ha commesso l'illecito, si &egrave; reso necessario adottare un adeguato <strong>Codice Etico</strong> e un <strong>Modello di Organizzazione 231</strong>, atti a controllare e prevenire possibili reati.</p><p>Mettere a punto e applicare un Modello Organizzativo 231 realmente efficace, aggiornato ai "reati presupposto" contemplati dal suddetto Decreto Legislativo, &egrave; pertanto un intervento imprescindibile, al fine della <strong>tutela dell'Ente</strong>. L'esperienza, in particolare, mostra come <strong>l'idoneit&agrave; del Modello di Organizzazione</strong> sia strettamente correlata alle misure di controllo adottate, in funzione dell'efficienza di queste ultime nel prevenire eventuali reati. Di conseguenza, altrettanto essenziale risulta l'applicazione di un adeguato <strong>sistema disciplinare</strong>, che funzioni da deterrente, sanzionando il mancato rispetto di quanto espresso dalla normativa.</p><p>Al fine di raggiungere tale esito, &egrave; pertanto essenziale avvalersi di un <strong>Modello di Organizzazione 231 aggiornato</strong>, sulla base dell'attivit&agrave; svolta e dei relativi rischi, e altres&igrave; <strong>sottoposto a costanti verifiche</strong>, che analizzino concretamente i cambiamenti che hanno interessato l'organizzazione e, soprattutto, le eventuali infrazioni e inadempienze riscontrate. Ne consegue, quindi, l'insufficienza della valutazione meramente oggettiva del Modello di Organizzazione: quest'ultimo dovrebbe, pertanto, essere <strong>analizzato sulla base dell'esperienza diretta</strong>, nonch&eacute; applicato attraverso il supporto di un'opera di assoluto rispetto, controllo e vigilanza da parte di coloro che figurano come i responsabili delle singole attivit&agrave; interne all'Ente.</p><p>Analizzando l'applicazione pratica del D.Lgs. 231/01 da parte della Magistratura, va segnalata, inoltre, la tendenza ad <strong>estendere la responsabilit&agrave; penale</strong> delle associazioni ai reati c.d. fine che, pur non essendo compresa all'interno del suddetto Decreto, pare sussistere qualora l'illecito venga compiuto da pi&ugrave; soggetti legati fra loro da un rapporto associativo. Pertanto, durante l'operazione di aggiornamento del Modello Organizzativo 231, pu&ograve; rivelarsi utile prendere in esame rischi e reati oggi non contemplati espressamente nel D.Lgs. 231/01, ma che, in qualche modo, possono essere ad esso interconnessi.</p><p>Naturalmente, nella costante modifica del Modello di Organizzazione, non va trascurata neppure <strong>l'evoluzione dei reati presupposto</strong> via via implementati nel Decreto stesso, che, dal 2001 ad oggi, ha assistito a importanti mutamenti e integrazioni.<br />Il Modello Organizzativo 231 non pu&ograve; quindi prescindere dagli illeciti societari, dai tentativi di riciclaggio, dalle violazioni sul diritto d'autore, fino a giungere ai pi&ugrave; pesanti reati di criminalit&agrave; organizzata o i delitti contro l'industria e il commercio.<br />Nell'implementazione del Modello di Organizzazione vanno altres&igrave; presi in esame i <strong>reati introdotti pi&ugrave; di recente</strong>, i quali vertono principalmente sull'attenzione ambientale, sul lavoro irregolare e sulla corruzione tra privati.</p><p><strong>AUTORE</strong>: questo articolo &egrave; redatto da <strong>Barbara Celli</strong> per conto di <a title="Softplace.it" href="http://www.softplace.it/">Softplace S.r.l.</a>, che &egrave; l'azienda che sviluppa il <strong><a title="Software 231" href="http://www.dlgs231.eu/it/web/il-nostro-kit-software-per-la-231-24/">Software Kit 231</a></strong>: si tratta di una piattaforma web progettata per adempiere al D.Lgs. 231/01 in modo semplice, accessibile da chiunque e in costante aggiornamento sui nuovi reati introdotti.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Awards 231: il premio che valorizza imprese e professionisti</title>
      <description><![CDATA[In questi ultimi giorni è stata resa nota ufficialmente la notizia riguardante il premio Awards 231: tale riconoscimento viene consegnato esclusivamente a una sola azienda che nel corso dell'anno si è distinta per l'etica tenuta dalla propria impresa.]]></description>
      <pubDate>Wed, 27 Aug 2014 11:06:13 +0200</pubDate>
      <link>http://www.dlgs231.eu/it/web/awards-231-il-premio-che-valorizza-imprese-e-professionisti-30/sez/news-dal-blog</link>
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      <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.dlgs231.eu/upload/webpublic/awards-dlgs231.jpg" border="0" alt="" width="639" height="451" /></p><p>In questi ultimi giorni &egrave; stata resa nota ufficialmente la notizia riguardante il <strong>premio</strong> che ha ricevuto una nota azienda che produce zucchero. Infatti la nota impresa <strong>Eridania Sadam</strong> ha conquistato il prestigioso e ambito <strong>Awards 231</strong> del 2014. Si tratta di un premio molto importante, sia per i professionisti che per le aziende, che mira a valorizzare al meglio chi si impegna a produrre in maniera etica rispettando l'ambiente.</p><p>Il <strong>riconoscimento Awards 231</strong> viene consegnato esclusivamente a una sola azienda che nel corso dell'anno si &egrave; distinta per l'etica tenuta dalla propria impresa. L'ambito premio &egrave; stato consegnato il primo marzo scorso, durante una conferenza, nelle mani di Massimo Maccaferri ovvero il presidente della Eridania Sadam. Eridania Sadam era una fra le candidate di spicco papabili assieme ad altri marchi di nota fama come ad esempio Enel e Lamborghini.</p><p>La Eridania Sadam &egrave; stata insignita dell'Awards 231 per tutte le attivit&agrave; che ha messo in pratica direttamente collegate alla <strong>sostenibilit&agrave; ambientale</strong> nonch&eacute; relazionate alla responsabilit&agrave; d'impresa. L'azienda ha realizzato a pieno il noto <strong>modello organizzativo descritto nel D.Lgs. 231/2001</strong> e si &egrave; attenuta alle direttive descritte proprio nel medesimo decreto.</p><p>Il premio che ha ritirato Maccaferri dinnanzi ad un pubblico formato da 700 persone fra imprenditori, direttori e amministratori a vario titolo &egrave; un riconoscimento importante che mette la sua azienda al vertice delle <strong>aziende eticamente responsabili</strong>.</p><p>Il D.Lgs. 231/2001 &egrave; stato emanato l'8 giugno del 2001 e introduce nelle imprese una serie di controlli con la funzione di efficace strumento di <strong>prevenzione dei reati</strong>. La normativa inoltre prevede una lunga serie di sanzioni ai dirigenti delle aziende che consentono ai dipendenti di commettere reati nell'interesse stesso della societ&agrave; sanzionata. Le aziende che si attengono rigorosamente a quanto dettato dal D.Lgs. 231/2001 garantiscono agli utenti finali una maggior trasparenza nel loro operato e di conseguenza possono godere di una maggior fiducia.</p><p>Eridania Sadam ha conquistato l'Awards 231 attenendosi al D.Lgs. 231/2001 e mettendo in pratica una serie di accorgimenti atti a rispettare l'ambiente circostante.</p><p><strong>AUTORE</strong>: questo articolo &egrave; stato redatto da <strong>Antonietta Bandelloni</strong> per conto di <a title="Softplace.it" href="http://www.softplace.it/">Softplace S.r.l.</a>, l'azienda che sviluppa e commercializza il <strong><a title="Software 231" href="http://www.dlgs231.eu/it/web/il-nostro-kit-software-per-la-231-24/">Software 231</a></strong>: una piattaforma web-based progettata per ottemperare al D.Lgs. 231/2001 in modo chiaro, semplice ed accessibile a tutti.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il D.Lgs. 231/2001 e la Responsabilità Aziendale</title>
      <description><![CDATA[Il procuratore Generale della Repubblica Beniamino Deidda ritorna sul tema della Legge 231 con il seminario "D.Lgs. 231/2001 e la responsabilità aziendale".]]></description>
      <pubDate>Wed, 26 Feb 2014 08:39:43 +0100</pubDate>
      <link>http://www.dlgs231.eu/it/web/il-dlgs-2312001-e-la-responsabilita-aziendale-29/sez/news-dal-blog</link>
      <guid>http://www.dlgs231.eu/it/web/il-dlgs-2312001-e-la-responsabilita-aziendale-29/sez/news-dal-blog</guid>
      <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.dlgs231.eu/upload/webpublic/legge-231-responsabilita-aziendale.jpg" alt="" width="600" height="367" /></p><p>Il procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Firenze, Beniamino Deidda, ha recentemente presieduto il seminario "D. Lgs. 231/2001 e la responsabilit&agrave; aziendale" voluto dalla Confindustria di Siena e dalle associazioni territoriali di Arezzo e Grosseto.</p><p>Deidda, durante la sua carriera professionale, ha lavorato su diversi reati relativi all'igiene e alla <strong>sicurezza del lavoro</strong>, in particolare sulla responsabilit&agrave; dei Datori di Lavoro o degli amministratori aziendali, pertanto la sua esperienza nell'ambito di attuazione del D. Lgs. 231/2001 &egrave; ampia. Autore di diversi saggi e articoli in ambito di diritto costituzionale, Beniamino Deidda, durante il suo mandato di procuratore Generale, &egrave; stato coinvolto in prima linea nelle indagine sulla strage di Viareggio ma anche in quelle relative alla nave da crociera Costa Concordia nonch&eacute; nella pi&ugrave; clamorosa strage relativa all'incidente negli stabilimenti della ThyssenKrupp.</p><p>Il D.Lgs. 231/2001, memore degli ultimi episodi accaduti in ambito lavorativo, ha <strong>colmato una mancanza nell'ordinamento italiano</strong>, introducendo la <strong>responsabilit&agrave; amministrativa delle societ&agrave;</strong> per i reati commessi sia dagli amministratori che dai dipendenti o collaboratori a vantaggio delle stesse aziende. In particolare tale responsabilit&agrave; &egrave; stata estesa anche nell'ambito della sicurezza sul lavoro, ove comportamenti illeciti o mancanze atte a compromettere la sicurezza in ambito lavorativo a vantaggio della societ&agrave; sono puniti con pesanti sanzioni amministrative fino ad un massimo di Euro 1.549.370,69. Il D. Lgs. 231/2001, oltre che con sanzioni pecuniarie, permette di punire gli illeciti anche con l'<strong>interdizione dall'attivit&agrave;</strong> o il <strong>commissariamento della societ&agrave;</strong>, in tutti quei casi in cui si dimostra che il <strong>modello organizzativo</strong> adottato non sia stato efficace per evitare qualunque tipo di reato in ambito di sicurezza lavorativa. Il D. Lgs. 231/2001 prevede la possibilit&agrave; di emanare sanzioni pecuniarie non solo a dimostrazione che gli atti illeciti abbiano recato vantaggi all'azienda ma semplicemente anche se si riesce a dimostrare qualunque tipo di interesse da parte dell'azienda o i suoi dipendenti a riguardo.</p><p>Pertanto il seminario tenuto dal professor Deidda &egrave; stato fondamentale per ricordare le novit&agrave; introdotte dal D.Lgs. 231/2001 in ambito della responsabilit&agrave; aziendale.</p><p><strong>AUTORE</strong>: questo articolo &egrave; stato redatto da <strong>Antonio Perri</strong> per conto di <a title="Softplace.it" href="http://www.softplace.it/">Softplace S.r.l.</a>, che &egrave; l'azienda che sviluppa il <strong><a title="Software 231" href="http://www.dlgs231.eu/it/web/il-nostro-kit-software-per-la-231-24/">Software 231</a></strong>, la piattaforma web-based pensata per ottemperare al D.Lgs. 231/01 in modo chiaro, semplice ed accessibile.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il Decreto Legislativo 231/01 sotto la lente di Beniamino Deidda</title>
      <description><![CDATA[Il Decreto Legislativo 231/01 torna a far parlare di sé: nei giorni scorsi, la voce autorevole di Beniamino Deidda, ex Procuratore Generale della Repubblica, è intervenuto sul tema del D.Lgs. 231/01 presso la Confindustria di Siena.]]></description>
      <pubDate>Wed, 27 Aug 2014 11:07:00 +0200</pubDate>
      <link>http://www.dlgs231.eu/it/web/il-decreto-legislativo-23101-sotto-la-lente-di-beniamino-deidda-27/sez/news-dal-blog</link>
      <guid>http://www.dlgs231.eu/it/web/il-decreto-legislativo-23101-sotto-la-lente-di-beniamino-deidda-27/sez/news-dal-blog</guid>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://www.dlgs231.eu/upload/news/lente-decreto-legislativo-231.jpg" alt="Decreto Legislativo 231/01 sotto la lente" width="602" height="363" /></p><p>Il <strong>Decreto Legislativo 231/01 torna a far parlare di s&eacute;</strong>: nei giorni scorsi, la voce autorevole dell'ex Procuratore Generale della Repubblica di stanza alla Corte d'Appello di Firenze, <strong>Beniamino Deidda</strong>, &egrave; intervenuto sul tema del Decreto Legislativo 231/01, presso la Confindustria di Siena. Beniamino Deidda ha lasciato da poco pi&ugrave; di un mese la sua carica di Procuratore Generale risolvendo indagini di portata nazionale, come i ben noti casi della strage di Viareggio e della Costa Concordia.</p><p>Durante il seminario "Il Decreto Legislativo 231/01 e la responsabilit&agrave; aziendale", organizzato dalla Confindustria di Siena e dalle associazioni territoriali di Grosseto ed Arezzo, la partecipazione dell'ex procuratore generale di Firenze &egrave; spiegata in virt&ugrave; delle sue conoscenze e della sua grande esperienza in materia di <strong>reati in ambito di Sicurezza e Igiene del Lavoro</strong>, e della loro dipendenza, in fatto di responsabilit&agrave;, dai datori di lavoro, dagli amministratori e dai responsabili alla sicurezza.</p><p>Non solo in virt&ugrave; della sua professionalit&agrave;, ma anche dei suoi studi e delle sue pubblicazioni, Beniamino Deidda ha presentato, in maniera chiara e netta, le caratteristiche del Decreto Legislativo 231/01, <strong>i livelli di responsabilit&agrave; di amministratori o dipendenti</strong> nel procurare vantaggi illeciti alla societ&agrave; di appartenenza, le sanzioni e soprattutto le modalit&agrave; per non incorrere in reati pi&ugrave; o meno rilevanti.</p><p>Il Decreto Legislativo 231/01 ha infatti portato significative novit&agrave; in campo di responsabilit&agrave; degli enti in sede penale, punendo mediante sanzioni, <strong>il patrimonio delle societ&agrave;</strong> e gli interessi finanziari dei soci. A differenza di quanto avveniva prima dell'entrata in vigore del Decreto Legislativo 231/01, oggi, i soci, i membri di un consiglio di amministrazione o del collegio sindacale, e tutti coloro che in misura pi&ugrave; o meno significativa si occupano del patrimonio societario, devono <strong>vigilare sull'operato dei loro collaboratori</strong>, per non incappare in denunce penali.</p><p>L'unico modo per una societ&agrave; od un ente di <strong>evitare parzialmente o in toto le sanzioni</strong> &egrave; il rispetto dell'art. 6 del Decreto Legislativo 231/01 che prevede l'esonero della societ&agrave; che applica i modelli di controllo gestione ed organizzazione previsti dalla legge.<br /> Nello specifico il co.2 dell'art. 6 del Decreto Legislativo 231/01 prevede la stesura di un Codice Etico e di un Sistema Sanzionatorio interno, oltre all'esistenza di un Organo di Vigilanza e Controllo e all'identificazione dei rischi. Come spiega Deidda, l'<strong>adozione del modello</strong> previsto dal Decreto Legislativo 231/01 non &egrave; obbligatoria ma il suo mancato utilizzo, mette a repentaglio l'ente che sar&agrave; responsabile degli illeciti compiuti nel suo interesse.</p><p><strong>AUTORE</strong>: questo articolo &egrave; redatto da <strong>Eleonora Ciminiello</strong> per conto di <a title="Softplace.it" href="http://www.softplace.it/">Softplace S.r.l.</a>, l'azienda che sviluppa il <strong><a href="http://www.dlgs231.eu/it/web/il-nostro-kit-software-per-la-231-24/">Software 231</a></strong>, applicativo web progettato per adempiere al D.Lgs. 231/01.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Estensione alle Società del reato di corruzione tra Privati</title>
      <description><![CDATA[La nuova legge anticorruzione propone molte innovazioni, tra cui la più interessante riguarda la possibilità di contestazione del delitto di corruzione tra privati, esteso anche alle società stesse.]]></description>
      <pubDate>Tue, 26 Nov 2013 12:23:15 +0100</pubDate>
      <link>http://www.dlgs231.eu/it/web/estensione-alle-societa-del-reato-di-corruzione-tra-privati-26/sez/news-dal-blog</link>
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      <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.dlgs231.eu/upload/news/legge-anticorruzione.jpg" alt="Approvata la Legge Anticorruzione" width="502" height="300" /></p><p>E' di recente approvazione la nuova <strong>legge anticorruzione</strong> che propone molte innovazioni, tra cui la pi&ugrave; interessante, come si apprende dall'articolo pubblicato da <strong>01net</strong> disponibile al seguente <a title="01net" href="http://www.01net.it/legge-anticorruzione-quali-i-riflessi-sui-modelli-organizzativi/0,1254,5_ART_156459,00.html" target="_blank">link</a>, riguarda la possibilit&agrave; di contestazione del delitto di "corruzione tra privati", esteso anche alle societ&agrave; stesse. La nuova normativa in materia di legge anticorruzione <strong>estende l'area penale</strong> relativa alla condotta dei privati nei confronti della Pubblica Amministrazione.</p><p>In particolare nella normativa relativa alla legge anticorruzione viene introdotto, tra i reati di responsabilit&agrave; attribuibile agli enti, il delitto di "corruzione tra privati" che si compie nel momento in cui si offre denaro o altri tipi di favoreggiamenti a privati di una societ&agrave;, con lo scopo di <strong>compiere azioni che violino gli obblighi</strong> relativi al proprio ufficio, e che pu&ograve; essere contestato sia ai corruttori ma anche all'azienda, nel momento in cui questa si avvantaggi della corruzione.</p><p>Questo adeguamento legislativo della legge anticorruzione espone le aziende ad un nuovo rischio che impone una riorganizzazione ed un <strong>adeguamento dei modelli in atto</strong> e delle procedure di processo implementate. Le aree maggiormente a rischio sono quelle che coinvolgono i rapporti con i fornitori ed i clienti ma anche quelle di contatto diretto con le agenzie intermediarie nonch&eacute; con i consulenti professionali e con i procacciatori d'affari.</p><p>Pertanto le attuali norme organizzative aziendali incentrate sulla <strong>prevenzione alla corruzione</strong> devono essere mutate in modo da minimizzare tali rischi, tenendo comunque in conto in maniera adeguata delle prassi consolidata di eventuali sponsorizzazioni e promozioni di natura commerciale o anche pubblicitaria, che possono rientrare in una corretta strategia di marketing aziendale.</p><p>Quindi, al fine di minimizzare i rischi, diventa fondamentale avere un'estrema <strong>trasparenza di gestione</strong> nell'ambito economico aziendale, segmentare le funzioni aziendali deputate alla sponsorizzazione e alla promozione commerciale, essere dotati di un minuzioso sistema di tracciabilit&agrave; dei processi decisionali e definire in maniera chiare ed inequivocabile i soggetti responsabili di ciascuna procedura.</p><p>Per cui massima trasparenza, processi chiari e facilmente tracciabili sono le linee guide principali che devono essere sviluppate o rinforzate per <strong>minimizzare i rischi aziendali</strong> all'estensione della normativa anticorruzione approvata recentemente.</p><p><strong>AUTORE</strong>: questo articolo &egrave; redatto da <strong>Antonio Perri</strong> per conto di <a title="Softplace.it" href="http://www.softplace.it/">Softplace S.r.l.</a>, che &egrave; l'azienda che sviluppa il <strong><a href="http://www.dlgs231.eu/it/web/il-nostro-kit-software-per-la-231-24/">Software Kit 231</a></strong>: si tratta di una piattaforma web progettata per adempiere al D.Lgs. 231/01 in modo semplice e accessibile da chiunque.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>D.Lgs. 231/01 Applicabile agli Studi Professionali</title>
      <description><![CDATA[La Corte di Cassazione ha confermato l’applicabilità delle sanzioni del D.Lgs. 231/01 agli studi professionali. Si tratta di sanzioni che possono comportare anche la sospensione delle attività.]]></description>
      <pubDate>Tue, 11 Jun 2013 12:11:37 +0200</pubDate>
      <link>http://www.dlgs231.eu/it/web/dlgs-23101-applicabile-agli-studi-professionali-4/sez/news-dal-blog</link>
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      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dlgs231.eu/upload/webpublic/02.jpg" alt="Applicabilit&agrave; delle sanzioni agli studi professionali" width="965" height="380" /></p><p>Con una sentenza depositata il 7 febbraio 2012, la Corte di Cassazione ha confermato <strong>l&rsquo;applicabilit&agrave; delle sanzioni</strong> del D.Lgs. 231/2001 agli studi professionali.</p><p>Si tratta di sanzioni che possono colpire gli studi professionali in quanto "enti a se stanti" rispetto alle persone fisiche (associati o dipendenti), che al loro interno possono aver compiuto dei reati. Nel caso specifico, la Corte ha confermato la <strong>sospensione</strong> (in via cautelare) dell'attivit&agrave; di un ambulatorio odontoiatrico per un anno.</p><p>Per uno studio professionale, la sospensione dell&rsquo;attivit&agrave; per un anno pu&ograve; avere conseguenze gravissime, quali la perdita della maggior parte della clientela. Il conseguente danno all&rsquo;immagine &egrave; molto grave, tanto pi&ugrave; <strong>se la sospensione dell&rsquo;attivit&agrave; &egrave; inflitta in via cautelare</strong>, cio&egrave; prima che venga accertata l&rsquo;effettiva colpevolezza dello studio.</p><p>Queste sanzioni e i danni che ne conseguono, possono essere evitati, <strong>dotandosi di un modello di gestione e controllo</strong>, finalizzato alla prevenzione degli illeciti penali: &egrave; quello che prevede il decreto e che Softplace S.r.l. propone, agli studi professionali che intendono mettersi in regola con le normative con un investimento contenuto ed evitando conseguenze che non sono quantificabili economicamente.</p><p><strong>AUTORE</strong>: questo articolo &egrave; redatto da <a title="Andrea Ferrarini Profilo LinkedIn" href="http://www.linkedin.com/in/andreaferrarini">Andrea Ferrarini</a> per conto di <a title="Softplace.it" href="http://www.softplace.it/">Softplace S.r.l.</a>, che &egrave; l'azienda che sviluppa il <strong><a href="http://www.dlgs231.eu/it/web/il-nostro-kit-software-per-la-231-24/">Software Kit 231</a></strong>: si tratta di un software progettato per adempiere al <a title="D.Lgs 231" href="http://www.dlgs231.eu/">D.Lgs. 231/01</a> in modo semplice, completo e facilmente accessibile da chiunque, tramite una comoda piattaforma web.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il Modello 231 non esime l'impresa dalla responsabilità dovuta alla commissione di reati</title>
      <description><![CDATA[Una delle novità più importanti introdotta dal D.Lgs. 231/01 è la responsabilità amministrativa dipendente da reato. Attraverso il modello 231 l'impresa predispone un codice comportamentale indirizzato ai propri funzionari.]]></description>
      <pubDate>Thu, 18 Apr 2013 11:18:44 +0200</pubDate>
      <link>http://www.dlgs231.eu/it/web/il-modello-231-non-esime-limpresa-dalla-responsabilita-dovuta-alla-commissione-di-reati-2/sez/news-dal-blog</link>
      <guid>http://www.dlgs231.eu/it/web/il-modello-231-non-esime-limpresa-dalla-responsabilita-dovuta-alla-commissione-di-reati-2/sez/news-dal-blog</guid>
      <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.dlgs231.eu/upload/webpublic/03.jpg" alt="Modello 231 e responsabilit&agrave; amministrativa" width="965" height="380" /></p><p>La novit&agrave; pi&ugrave; importante introdotta dal <strong>D.Lgs. 231/01</strong> nel sistema giuridico italiano &egrave; la &ldquo;<strong>responsabilit&agrave; amministrativa dipendente da reato</strong>&rdquo; della <strong>persona giuridica</strong> per una serie di reati puntualmente indicati dalla normativa, quando questi sono <strong>commessi da una persona fisica</strong> operante all'interno della societ&agrave; con lo scopo di <strong>procurare un vantaggio o nell'interesse dell'ente medesimo</strong>. Alla responsabilit&agrave; penale del soggetto, autore del reato, si affianca quella dell'ente che il legislatore considera, in senso omissivo o commissivo, partecipe della condotta delittuosa.</p><p>Attraverso il <strong>Modello di organizzazione, gestione e controllo</strong> (<strong>Modello 231</strong>), l'impresa predispone una sorta di codice comportamentale indirizzato ai propri funzionari e dipendenti al fine di scoraggiare la commissione dei reati previsti dal decreto. Si tratta di un <strong>programma d'azione dettagliato</strong> in cui l'azienda delinea le procedure, la modulistica, i processi, i sistemi informatici, un codice etico che, insieme, guidano i membri dell'ente nell'espletamento della loro attivit&agrave; in modo corretto e ossequioso della legge 231.</p><p>Ma la mera adozione del documento non &egrave; sufficiente di per s&eacute; a tutelare l'impresa dalla responsabilit&agrave; amministrativa da reato. Infatti, in <strong>una delle recenti circolari emesse dalla Guardia di Finanza (n. 83607/2012)</strong>, si specifica che <strong>la societ&agrave; deve dimostrare di aver operato concretamente</strong> per l'attuazione del contenuto del Modello 231, predisponendo una serie di controlli e di misure atte a prevenire la commissione d'illeciti tra i propri addetti e funzionari. Si comprende bene che la sola predisposizione del Modello organizzativo non mette al riparo l'impresa, la quale &egrave; chiamata a rispondere dei reati di cui al Decreto 231 anche quando resta ignoto l'autore del fatto o questi non &egrave; imputabile.</p><p>Dalla lettera della predetta circolare emerge un'<strong>interpretazione estensiva della responsabilit&agrave;</strong> individuata dal Decreto 231. L'azienda risponde, infatti, anche nel caso in cui non abbia opportunamente vigilato al fine di impedire la commissione dei reati previsti dalla norma (<strong>responsabilit&agrave; di tipo omissivo</strong>). Solo nel momento in cui la societ&agrave; riesce a provare di aver attivato concretamente tutte le misure idonee e i controlli necessari allo scopo predetto, pu&ograve; vedersi esonerata dal rispondere del fatto delittuoso commesso. Questi meccanismi di esenzione trovano attuazione, poi, all'interno del <strong>contesto processuale</strong>, quando il giudice procede all'accertamento concreto delle responsabilit&agrave;.</p><p>Di fatto la predisposizione del Modello organizzativo &egrave; solo il primo passo che la norma richiede all'azienda di fare sul cammino della prevenzione dei fatti di reato. Ad essa deve seguire necessariamente un'<strong>efficace applicazione di tutte le procedure previste dal Modello 231</strong> a cui deve aggiungersi un aggiornamento costante del documento considerando le eventuali riforme legislative intervenute e le trasformazioni che nel frattempo possono subire le attivit&agrave; e la struttura dell'impresa. <strong>L'efficacia preventiva del Modello di gestione deve essere dimostrata</strong> mediante la sua attuazione concreta. Pertanto il contenuto del Modello di gestione adottato deve essere oggetto di un <strong>processo formativo all'interno dell'azienda</strong> in modo da essere chiaro a tutti gli addetti e ai funzionari. Infine l'ente deve <strong>attribuire ad un organismo preposto il compito di vigilare</strong> costantemente sull'operato dei soggetti aziendali.</p><p>Si pu&ograve; quindi affermare che, <strong>nell'intento della legislazione vigente, l'esenzione di responsabilit&agrave; dell'impresa si pu&ograve; configurare solo quando &egrave; dimostrato il suo impegno effettivo a prevenire la commissione dei reati</strong> previsti dalla normativa 231. Il legislatore non chiede all'azienda di eliminare il rischio di commissione di reati, ma di attivarsi per ridurlo fortemente.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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